Rete naz. dei Servizi di Salute Mentale – sulla chiusura OPG

Caro Ministro,
Le scriviamo per evitare che il Decreto Legge sulla chiusura degli OPG determini gravi danni per il già precario stato di salute dei Servizi Psichiatrici e pericolose conseguenze sull’incolumità degli utenti, familiari, operatori e cittadini!

Si premette che tutti noi siamo convinti che l’OPG debba essere superato anche in fretta, ma questo deve avvenire rispettando lo stato delle conoscenze scientifiche e separando la questione giuridica da quella sanitaria, come sancito dalla Legge 180 e da tutte le normative in materia. Non può avvenire in modo sbagliato creando più danni dello stato attuale per il principio basato sull’inciviltá delle condizioni degli OPG.

Infatti i servizi di salute mentale sono servizi sanitari anche nel rispetto dell’integrazione socio-sanitaria, ma non sono e non possono essere servizi che devono affrontare le controversie di carattere giudiziario. Né tantomeno possono essere riposizionati con un mandato di “controllo sociale”.

Ci addentriamo nella parte tecnica del Decreto in primo luogo facendoLe notare la giustezza delle nostre posizioni che hanno già ottenuto un primo importante risultato. Infatti un emendamento licenziato al Senato è stato già ritirato in prima lettura alla Camera. Tale emendamento, prevedeva che il reparto di psichiatria fosse snaturato nella sua Mission e posto al costante uso dell’autorità giudiziaria che avrebbe potuto usare i posti letto per motivi non sanitari. È stato ritirato per la dura presa di posizione della Societá Italiana di Psichiatria che conta migliaia di psichiatri iscritti e per la nota del coordinamento dei servizi di salute mentale della Regione Lazio.

Nel Post-scriptum troverà l’emendamento ritirato.

Desideriamo evidenziare in questo testo che non si può scaricare tout-cour tutta la questione OPG sui Dipartimenti di Salute Mentale partendo da un “falso ideologico”, tra l’altro costituzionalmente rilevante, che “Infermità Mentale” sia uguale a “Disturbo Psichiatrico” o a “Sofferente Mentale”, termine ultimo, preferito dal Comitato stopOPG, da noi non condiviso. Chiariamo dunque subito che i servizi di salute Mentale erogano prestazioni e LEA per disturbi mentali diagnosticati, con modalità istituzionali attraverso l’ICD-9 cui aderiscono tutti i sistemi sanitari del mondo. Non trova corrispettivo nei nostri servizi nè il termine “Sofferente Mentale”, nè quello giuridico di Infermo Mentale. Questo termine introdotto con il codice Rocco non è automaticamente applicabile ai disturbi psichiatrici come riconosciuti nel sistema istituzionale di assistenza sanitaria internazionale. Lo stato di Infermita Mentale e il giudizio di “Pericolosità Sociale” sono applicati (e lo sono stati) a qualsiasi persona che in un dato momento e per uno specifico evento sono stati cosí riconosciuti da una perizia psichiatrica indipendentemente dall’avere o poter avere in futuro un Disturbo Psichiatrico. Per essere concreti può essere applicato in sede peritale per Disturbi Cerebrali Organici (di competenza neurologica e non psichiatrica), come ad esempio le Sindromi Frontali Organiche, o per le Disabilità Intellettive (alias ritardi mentali o oligofrenici o minorati psichici) o ancora per gli stati di intossicazione acuta da sostanze (cocaina o alcool), non di competenza della psichiatria ma dei Sert, o ancora per Disturbi Antisociali di Personalità che non sono trattabili presso i DSM per l’assoluta mancanza di trattamenti disponibili e per la preponderanza di comportamenti appunto “socialmente pericolosi” o “socialmente devianti” cui la psichiatria non può rispondere come mero controllo sociale.
Comprendiamo la battaglia civile ed umana, ma i servizi psichiatrici non sono comitati di assistenza civile o umanitaria!

Dobbiamo essere in grado di superare l’incivilità attraverso le conoscenza oggi disponibili e con percorsi che possono essere utili ed efficaci. Sicuramente nel medio periodo vi è bisogno di rivedere alcuni articoli del codice come già chiesto a gran voce da tutti, professionisti, società scientifiche, associazioni di utenti e familiari e comitati per il superamento degli OPG.

Nell’immediato, con la massima urgenza, è possibile aggiungere nei vari articoli di Legge che si stanno discutendo alla camera e al senato quando si parla del ruolo del DSM una dicitura che specifichi un doppio binario, il ruolo del DSM per le proprie competenze, per i propri assisititi e il ruolo di tutti gli altri servizi, ed Enti Locali, per quelle persone che non hanno un Disturbo Psichiatrico. La dicitura, da aggiungere dopo l’art. 1-quater approvato al Senato, potrebbe essere quella sottolineata
“1-quater. Le misure di sicurezza detentive provvisorie o definitive, compreso il ricovero nelle residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza, non possono durare oltre il tempo stabilito per la pena detentiva prevista per il reato commesso, avuto riguardo alla previsione edittale massima. Per la determinazione della pena a tali effetti si applica l’articolo 278 del codice di procedura penale. Per i delitti puniti con la pena dell’ergastolo non si applica la disposizione di cui al primo periodo». I compiti dei DSM come sopra descritto devono intendersi rivolti esclusivamente a persone con diagnosi di psicosi o grave disturbo di personalità, escluse le personalità antisociali. Le Regioni entro 120 giorni dall’approvazione della presente Legge definiscono i percorsi di cura e
assistenza, insieme ai Servizi preposti, per le altre persone internate in
OPG, con diagnosi di oligofrenia e tossicodipendenza, e, d’intesa con l’Autorità
Giudiziaria delle persone antisociali ai fini di una loro dimissione. Le stesse condizioni vanno tenute presenti per le persone che sono in attesa di perizia psichiatrica. Le Regioni in collaborazione col DAP e tramite i servizi competenti sono tenute al monitoraggio sia dello stato clinico che delle condizioni di vita degli internati fino alla loro dimissione, relazionando con cadenza trimestrale al Garante dei Diritti dei detenuti”;
Questa semplice dicitura evita che i DSM siano trasformati nella pratica come “OPG territoriali” e soprattutto si evita l’aumento del pregiudizio verso le persone con Disturbo Mentale che purtroppo già si sta verificando attraverso l’associazione tout cour “pericolosità sociale = Disturbo Mentale” con un minore accesso ai servizi di salute mentale di persone bisognose, quali quelli affetti da Depressione che sono in continuo aumento e che rappresenteranno a breve il maggior impatto in termini di anni persi in buona salute e in termini di costi economici e sociali. Senza trascurare le persone affette da Disturbo Alimentare e anche le persone con Psicosi già difficili da convincere ad aderire a programmi terapeutici con il rischio a causa della interruzione di costose ricadute.
La ringaziamo anticipatamente per il Suo impegno e per la disponibilità che potrà dare nell’ascoltare le Società dei Professionisti così come coloro i Dirigenti che gestiscono l’assistenza psichiatrica sia nei Centri di Salute Mentale sia nei reparti ospedalieri.
Documento redatto a cura della rete nazionale dei servizi di salute mentale.

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