Coordinamento CSM Lazio – Proposte per LEA nei disturbi di personalità

PROPOSTE PER LA DEFINIZIONE LEA PER DISTURBI DI PERSONALITA’
I disturbi di personalità sono stati classificati fra i bisogni prioritari su cui elaborare percorsi di cura nei DSM, rientrando nell’ area dei “disturbi gravi persistenti e complessi”, nel documento elaborato dalla conferenza unificata fra Governo, Regioni e Province autonome sul “ Piano di azione nazionale per la salute mentale” nel 2013.
Per tutti i disturbi di personalità, secondo le L.G., il nucleo centrale del programma terapeutico è rappresentato dalla psicoterapia; la terapia farmacologia è correlata ai sintomi emergenti e quindi segue le L. G. dei vari disturbi.
Per i disturbi più gravi ( es. D. borderline, D. antisociale) le L.G. prevedono servizi specialistici, protocolli specifici , team di operatori formati sullo stesso modello di intervento, supervisione.
Ogni team dovrebbe essere composto da 4 a 10 psicoterapeuti con stessa formazione, supportato da altro personale specializzato; ogni terapeuta può seguire al massimo 8 pz gravi.
Tutto il personale del DSM dovrebbe conoscere un approccio teorico ed un modello di intervento, scelto fra quelli di comprovata efficacia, per permettere l’integrazione fra i vari servizi del dipartimento.
L’ erogazione di interventi strutturati oltre a ridurre la mortalità nei casi più gravi, riduce i costi diretti e indiretti.

Percorso clinico:

1. Valutazione diagnostica multidisciplinare con eventuale somministrazione di strumenti psicodiagnostici (SCID- II, MMPI 2, Millon III, PCL –R di Hare, HCR-20, Barrat Impulsiveness scale, Reasons for Living Inventory di M. Linehan, SWAP-200 di Westen).
In caso di Disturbo Antisociale, l’ assessment con la scala PCL-R sulla psicopatia e HCR-20 sul management del rischio, deve essere preliminare alla possibilità di presa in carico dei servizi sanitari e deve esserci sempre una stretta collaborazione con le forze dell’ ordine e le agenzie giudiziarie.

2. Elaborazione del progetto terapeutico individualizzato, acquisizione del consenso informato e individuazione del case manager per i casi che necessitano di interventi complessi e multiprofessionali.
Per i disturbi di personalità per cui è indicato dalle linee guida internazionali un
protocollo specifico, porre particolare attenzione alla fase del contratto
terapeutico.
Il progetto deve stabilire obiettivi a breve e lungo termine e prevedere un piano
per la gestione delle crisi per i pz che presentano alto rischio di comportamenti
aggressivi auto ed etero diretti.

3. Trattamento
a. Qualora ci sia l’indicazione per il trattamento con il team specialistico, secondo il modello specifico prescelto , il pz viene seguito dal team per il tempo del protocollo ( 1-2 anni).
b. Inserimento in comunità terapeutiche specializzate per il trattamento dei disturbi di personalità, per le situazioni cliniche che richiedono un trattamento intensivo residenziale.
c. Negli altri casi e dopo il trattamento specifico o residenziale, il pz viene seguito dagli operatori del CSM sempre con progetto individualizzato e multi professionale con livelli di intensità di cura correlati al quadro clinico. Il programma terapeutico, oltre alla psicoterapia ( individuale e/o famigliare e/o di gruppo), di comprovata efficacia per il disturbo, che rappresenta il nucleo centrale della terapia, può prevedere:

• Visite psichiatriche
• Prescrizione somministrazione e monitoraggio delle terapie farmacologiche raccomandate per i sintomi emergenti
• Interventi socio-riabilitativi compresi corsi psicoeducativi specifici e SST per sviluppare le abilità psicosociali deficitarie
• Consulenza e sostegno per problemi amministrativi
• Interventi di rete
• Collaborazione con MMG, reparti ospedalieri e servizi territoriali, in particolare SERT per i casi in cui è presente l’abuso di sostanze
• Ricoveri in SPDC, DH o cliniche psichiatriche nelle situazioni di scompenso psicopatologico, rischio suicidario, comportamenti impulsivi e/o aggressivi ecc.

4. Supervisione soprattutto per i casi più complessi

5. Follow up con rivalutazione del progetto terapeutico individuale

Bibliografia

1. NICE 2009 Linee giuda per il Disturbo Borderline Personalità
2. NICE 2009 Linee guida per il Disturbo Antisociale di Personalità
3. APA per Disturbo Borderline di Personalità 2001
4. Manuale di psichiatria territoriale a cura di G. Nicolò, E. Pompili; Pacini editore medicina 2012
5. Normative sui LEA
6. Piano Nazionale Salute Mentale 2013
7. “ Definizione dei percorsi di cura da attivare nei DSM per i disturbi schizofrenici, i disturbi bipolari e i disturbi gravi i personalità” Conferenza unificata Stato, Regioni e Province autonome 13/11/2014

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